PROTESTE PER IL RADDOPPIO DELLA 268: E’ PERICOLOSO 

Contro la statale 268 da tempo combatte una battaglia, prima da sola, adesso con altre famiglie, e non è escluso che si arrivi ad un comitato permanete per bloccarne il raddoppio. Teresa Cerciello, medico al secondo policlinico, a nome di altre decine di famiglie di S. Maria del Pozzo, soprattutto di quelle abitano subito dopo il supermercato, da oltre vent’anni ritiene che la strada del Vesuvio abbia un vizio di fondo: le numerose curvature, che non c’erano nel progetto originario, siano fonte degli incidenti mortali che si sono verificati negli anni. “Vizio che si sta perpetuando anche nel raddoppio –dice la dott.ssa-  che dovrà per forza seguire quel moto ondoso  delle prime corsie. Una serie curve, soprattutto nel tratto S. Anastasia-Somma che non erano presenti quando il progetto fu presentato la prima volta”. La sig. Cerciello ha ripetutamente scritto ai ministero della Sanità dell’Ambiente, alle Asl, ai comuni senza ottenere risposte. Di recente ha scritto al Prefetto. “L’unico che mi ha fatto sapere di aver inoltrato, in seguito alla mia lettera, una richiesta all’Anas per avere delucidazioni in merito”. Anas con cui ha una causa in corso presso il tribunale di Nola  dal lontano 1998 per danni morali e materiali.

 “Attualmente ho appreso che si realizzerà un raddoppio della 268 che aggiungerà altri danni a quelli finora subiti –recita la lettera scritta al Prefetto- per cui oltre al rumore assordante sopportato di giorno e di notte , oltre all’inquinamento ambientale che non esiste solo nelle città , oltre al pericolo di essere feriti da corpi contundenti di ogni tipo lanciati dagli utenti della sopraelevata, oltre ad avere il giardino e il terreno sottostante pieno di immondizia di ogni tipo e di siringhe gettate dai tossici che di notte stazionano sul viadotto, oltre al terrore come già accaduto di vedere precipitare camion o automobili sul fondo sottostante , soprattutto si continuerà a persistere nell’errore rilevato già venti anni fa”

Adesso con il raddoppio raddoppieranno automaticamente i problemi denunciati.

“Perché è davvero diabolico perseverare nell’errore – aggiunge Cerciello- Se il raddoppio della 268 ha lo scopo di sopperire all’aumento dell’utenza, visto che il traffico è notevolmente aumentato, non si può però costruire una strada ad alta pericolosità per la percorre.  Già all’epoca si faceva notare che , quanto più un tracciato si discosta da un andamento rettilineo, tanto maggiori sono la pericolosità della strada e le difficoltà tecniche da affrontare, ma nella fattispecie le difficoltà sono state ampiamente superate restringendo il raggio di curva e questo prima di uno svincolo e spostando il tracciato ad una altimetria superiore”.

Insomma quel ripetersi di curve mettono a dura prova gli automobilisti , e non a caso la statale del Vesuvio viene chiamata la “strada della morte”.

 “Vi è anche un’altra considerazione da fare –conclude il medico- Si dice che questa strada sia l’unica via di fuga in caso di calamità come l’eruzione del Vesuvio o terremoto. Ma gli esperti, è stato anche detto ad un convegno, hanno spiegato che se dovesse succedere è proprio quella statale che si dovrebbe evitare perché le giunture tra i diversi manufatti si allenterebbero con il rischio di crollo”.

 S. D.

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