Il primo cittadino dovrebbe saper dire no

Essere capaci di dire “no” è un ingrediente fondamentale e complesso di un controllo efficace della spesa pubblica a qualunque livello, a maggior ragione a livello locale.

E dire no a qualcuno significa dire si a qualcun altro.
Per esempio dire no ad un gruppo politico che chiede la nomina di più dirigenti in un comune in forte difficoltà finanziarie significa dire si alla collettività che chiede meno tasse e più servizi e sviluppo del territorio.
Imparare a dire “no” con efficacia e con stile, senza venire fraintesi e senza indisporre il ricevente della sgradevole risposta è un abilità fondamentale nei rapporti interpersonali, che non si finisce mai di perfezionare.
La psicologia non cambia, sia, se il destinatario del rifiuto è un amico, un collega di lavoro o un dipendente o a maggior ragione se è un soggetto che rivendica accesso a risorse pubbliche.

Per il sindaco, che è eletto a suffragio universale e diretto e che in quanto tale è investito di un forte potere, imparare a dire no diventa fondamentale, l'arte consiste nel rendere la risposta negativa se non condivisibile, quantomeno accettata, un risultato che si può cercare di ottenere mediante un'adeguata miscela di consultazioni preventive (o almeno la percezione che vi siano state).

Aggiungerei che per un sindaco imparare a dire no equivale a governare con più determinazione con più autorevolezza e con più equilibrio nell'interesse “vero” della collettività che lo ha eletto.
Alessandro Pirone

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- da exls -

Sono capaci di dire no solo le persone consapevoli dei propri mezzi.

Gli altri adeguano i loro comportamenti al mantenimento e/o tutela delle utilità medio termine conseguite.
La nomina di più dirigenti presso l'ente comunale ( alcuni di essi generali senza esercito,
la defenestrazione dell'assessore galantuomo dr. Luigi D'alessio e le "bugie" circa
lo stoccaggio dei rifiuti solidi urbani presso una discarica posta sotto sequestro dalla magistratura
la dicono lunga sul grado di autonomia, la sincerità e la lungimiranza dell'attuale inquilino di Piazza Trivio.
E ciò in barba alla elezione diretta del primo cittadino ed alle aspettative del corpo elettorale.
E siamo solo alle prime fasi.
Meditate gente, meditate.
exls

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