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toccato nulla, le sue vittime sarebbero stati solo gli immigrati (come se fosse normale questa teoria). Ma chi ruba sa che mente soprattutto a se stesso. Ed infatti si è portato via la scorsa notte i regali della comunione di una bambina. C. (è l'iniziale del suo nome di battesimo) al Casamale è una leggenda, ma ha lasciato la firma anche altrove. Da una decina di giorni è uscito da galera, non si sa se abbia beneficiato dell'indulto, e subito è ritornato al suo lavoro. Non scippa né rapina, la sua specialità è intrufolarsi nelle case. E se la punta prima o poi riuscirà ad entrare. Come un fidanzato si apposta, scruta, osserva, e alla prima occasione, perché c'è ne sempre una, è fatta. C. è funambolo del furto, gli basta anche una finestrella venti per venti, quella attraverso cui che ci può passare un braccio, ed invece sinuoso come un serpente si allunga fino ad arrivare alla preda. Fosse anche un lenzuolo ricamato o un orologio da venti euro. O addirittura un tubo di rame. Agisce quasi sempre da solo, ma all'occorrenza si avvale di qualche aiutante part time. C. forse non lo sa, ma è probabilmente un recordman del topo di appartamento, sia per quelli portati a termine finora sia per quelli parziali compiuti in giornata che possono arrivare anche a sei. Qualche volta si è imbattuto in ceffoni e calci, ma poi passato quel momento di depressione ritorna più forte che pria. Quando è in azione si assiste quasi a un rito collettivo in centro storico: la gente si avverte, passa voce, tutti affacciati e in strada a vedere come si inerpica lungo le grondaie, poi passa ai muri, ai chiodi, ai balconi, alle finestre, e così via. E' un vero acrobata, non cade mai e se dovesse capitare neanche un graffio. Un gatto. Ormai è convinto che ciò che è degli altri sia anche suo. E come si fa a fargli cambiare idea. Non ci sono riusciti il carcere che ripetutamente ha visitato né chi ha cercato di aiutarlo accompagnandolo fino ad una comunità di recupero, e tantomeno chi a lungo gli ha parlato. Insomma non c'è nulla da fare. Figuriamoci se si tratta di lavorare. Per qualche annetto al Casamale la situazione era sotto controllo (nel senso di furti in casa), ma da quando C. è uscito dal carcere in casa si lascia sempre qualcuno a fare da guardiano. Alle forze dell'ordine è stranoto, lo tengono d'occhio ma si sa il furto ormai è stato quasi depenalizzato. Magari vanno anche a controllare a casa, ma C. a questo tipo di lavoro si dedica indefessamente, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Un 24h del furto. Ma quando finirà? S. D.
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