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I quattro consiglieri, i cosiddetti fedelissimi erano assenti: Antonio Granato, Salvatore Rianna, Antonio Parisi, Costantino Beneduce. Colpiti da improvviso malessere in una fredda sera di novembre? Da escludere. Un segnale per il primo cittadino, è più probabile. Certo giravano voci al di fuori dell'aula, ma come si dice, con un'aforisma di andreottiana memoria ormai entrato nel linguaggio politico, a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca sempre. E così le sedie dei quattro vuote parlavano da sole, e mandavano messaggi non tanto velati alla maggioranza e alla giunta. Che con l'assenza di qualcun altro (per es. il capogruppo di Forza Italia) si ritrovava a non avere i numeri per approvare le spese fuori bilancio. Vedremo nei prossimi giorni la pattuglia di “Cuore” di cosa quale male soffriva. Se di stagione o di qualcos'altro. Sempre politicamente parlando va segnalato il passaggio di Luigi Pappalardo, eletto con la Margherita, ai Socialisti (“grazie per avermi ospitato”). E di Alberto Angrisani che ha formalizzato l'adesione ai ds. Dopodiché si incomincia il consiglio con una serie di interrogazioni: Ciro Raia (Ginestra) che chiede al sindaco le scuse per offeso membri della famiglia sulla storia dei nipoti che nulla c'entrano con la lotta politica; Antonio Granato (Ulivo) a difesa dei portatori di handicap e dei lavoratori addetti alle strisce blu; Angrisani (ds) sull'abusivismo; Nocerino (ds) che chiede le linee programmatiche alla maggioranza anche se a tempo ormai scaduto. La parola al sindaco Allocca che non vede l'ora di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Con veemenza attacca Raia per il suo “squallido, miserabile, bieco, volgare” tentativo di denigrare l'operato dell'amministrazione in riferimento all'assunzione dei nipoti . “Non devo essere io a chiedere scusa ma sei tu, non a me ma alla città”. Replica immediata dell'interessato “vergognati, vergognati, e queste sarebbero le linee programmatiche”. La bagarre si placa, ma il secondo siluro Allocca lo destina al manifesto dell'Ulivo, anche questo apostrofato con le stesse parole. “Non tollero la maleducazione, in quest'aula deve esserci un clima nuovo nel rispetto dei ruoli – ha ammonito- Voglio normalizzare la casa comunale che è allo sbando, all'anarchia. Gli impiegati svolgano il lavoro per il quale sono pagati. E se non lo fanno li denuncerò pubblicamente. Volete far passare una riorganizzazione della macchina amministrativa per uno spreco (il riferimento è alla nomina dei dirigenti esterni che provocato non pochi malumori tra i dipendenti comunali), molte cose cambieranno da oggi in poi”. Poi è passato alle opere che intende compiere: smaltimento rifiuti, rotonde in via Circumvallazione, ripristino delle scale da piazza Vittorio Emanuele a Via A. Moro, chiusura al traffico nel primo tratto di quest'ultimo, costruzione di nuova stazione della Circumvesuviana, ed altro ancora. S.D.
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