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Ad analizzarla tutta la nostra storia democratica emerge prepotentemente un personaggio, rimasto, nonostante gli anni passati e il suo progressivo allontanarsi dalla scena politica, nel cuore e nel ricordo della maggior parte dei cittadini. I suoi fasti, tramandati oralmente, sono conosciuti anche da cittadini che solo recentemente hanno residenza in paese e nei tanti giovani che non hanno avuto l'onore di conoscerlo. E' del tutto evidente che il personaggio in questione sia il Commendatore Francesco De Siervo da tutti considerato un Padre della Patria. Il Commendatore, come viene da sempre chiamato, è figura mitica nei racconti della gente comune e in particolar modo negli anziani, è figura di grande affetto, rispetto e considerazione per i dipendenti comunali che hanno avuto la fortuna di essere al suo comando, è figura saggia ed autorevolissima per tutti i consiglieri comunali che si sono seduti con lui negli scranni del consiglio. Lui, il Commendatore è stato e sarà per sempre in tutti gli anni a venire tutte queste cose. Mitico, Autorevole , Rispettato e sempre, ma proprio sempre super votato, da far impallidire anche il Senatore Andreotti storicamente eccezionale recordman delle preferenze. Un recordman Il Commendatore lo è stato davvero, quando ripresentandosi, dopo tantissimi anni alla carica di Sindaco, venne eletto ad Amor di Popolo. Mi emoziona ancora il ricordo della gioiosa festa tributatagli dai dipendenti comunali al suo insediamento al Grido “Bentornato PAPA'”. Il commendatore un papà lo era davvero, da Sindaco, non era mai arrogante, aveva una parola, un pensiero ed una soluzione per tutti, risolveva i problemi del paese in modo rapido ed efficiente e, nello stesso tempo, manteneva una pax sociale e politica invidiataci da tutti. Otteneva educazione e rispetto per la sua carica, dava educazione e rispetto in ossequio alla sua grande personalità. Era così naturale, nell'ambiente da lui così creato, imparare per un bambino e poi un giovinetto come me, il profondo rispetto per le Istituzioni e per la cosa pubblica. Grande fu lo sconforto e, consentitemi, la rabbia, quando con un vergognoso colpo di mano il Governo Centrale e centralista lo defenestrò ingiustamente. Rabbia, anche da parte di chi, come me, non lo aveva votato e, da giovane sognatore, lo aveva fieramente avversato in campagna elettorale. Per chiudere, le parole di mio padre Raffaele, che non conosce Puskin, ma che negli anni mi ha sempre detto: “L'eccezione non ha eredità, di De Siervo c'è e c'è ne sarà sempre uno solo”, lui lo ha ben conosciuto e ahimè ha ben conosciuto anche tutti gli altri.
Auguri Commendatore Francesco Raia
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