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titolare della G. F. G., che ha in gestione il servizio del parcheggio a pagamento, prendendo a prestito una terminologia napoletana che detta da un veneziano suona ancora più strana. Un bidone, insomma, quest'affaire delle strisce blu nel comune di Somma Vesuviana. Che Seno spiega così: “Dopo sei incontri con quest'amministrazione abbiamo prodotto solo chiacchiere, non un impegno è stato rispettato. Eppure a luglio era già scattato il licenziamento, poi rientrato dopo una serie di promesse, che tali sono rimaste. Anzi, mi è appena arrivata la notifica dal comune in cui mi si chiede di rispettare il contratto, cioè di pagare la rata. Ma siamo matti? E dove li prendo i soldi?”. Nella girandola di cifre, costi e ricavi, la G. F. G. sostiene di rimetterci 7000 euro al mese, ne incassa, quando va bene, circa 300 al giorno, mentre secondo i calcoli avrebbe dovuto incassare almeno 43000 euro mensili. La conclusione è che i 16 assunti poco mesi a giorni resteranno a casa. E per questo si stanno già mobilitando. “Non sono io che li licenzio, ma il comune –precisa Seno- con il giochetto di prendere tempo senza arrivare a nulla di concreto. Ed io intanto anticipavo i soldi, ma il rubinetto si è chiuso, che gli altri si prendano le loro responsabilità”. Questa storia del parcheggio a pagamento è iniziata male, e si sta concludendo peggio. La G. F. G. si era aggiudicata l'appalto nel 2005 sulla base d'asta, persone da assumere (12 il minimo, passati a 16 per lottizzazione politica) e orario di lavoro: durata tre anni, per ognuno dei quali avrebbe versato 70000 euro. L'anno dopo, la gestione è diventata operativa. Al centro della questione i famigerati stalli, le aree entro cui parcheggiare. Il contratto ne prevedeva 671, un numero mai raggiunto né quando è partito il servizio né dopo. “Me ne ritrovo con 250 in meno –aggiunge il gestore- Qualche esempio: il comune delibera 60 posti nel la piazzetta nei pressi del S. Paolo, dove una volta c'era la scuola, ed invece ce ne sono appena 28; in via A. Moro sulla carta risultano 125 e invece sono 89; a S. Maria del Pozzo deliberano 24 stalli quando non ne ho avuto nemmeno uno. Insomma ha comprato una cassa arredata ma dentro non ho trovato i mobili”. Secondo punto, anche questo centrale: la viabilità. Con l'entrata in vigore delle strisce blu si sosta ovunque, tranne che negli spazi a pagamento. “Se chi dovere facesse rispettare il codice della strada forse qualche risultato l'avremmo ottenuto. Ed invece si parcheggia sui marciapiedi, davanti ai portoni, sulle strisce pedonali, in proprietà private, in divieto di sosta, eccetera, nell'indifferenza generale. Altro che disciplinare il traffico, migliorare la vivibilità e tutte queste belle cose”. Con queste premesse gli incassi sono largamente inferiori alle attese, ci sono impegni economici da onorare (contratti, personale, uffici) e si arriva al quasi fallimento dell'intera operazione. E non è finita, perché Seno ha già in corso una causa con il comune con richiesta di risarcimento danni pari a 380.000 euro per i quattro mesi del 2006, ed un'altra già pronta per il successivo quadrimestre. L'accusa: non aver rispettato i termini dell'appalto. Il pacco, che si diceva prima. E dentro questo pacco ci sono sedici lavoratori, che percepiscono sui 700 euro netti mensili che rischiano il posto di lavoro. S. D.
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