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Ed è questo che sono venuti a dire stamattina i tanti che lo hanno conosciuto e stimato, ma anche quelli che per l'ennesima caduta di stile della giunta Allocca si sentono indignati. Così, paradossalmente, mentre il sindaco e i suoi (compreso chi aveva sempre minacciato che appena possibile avrebbe fatto togliere la targa) passeggiavano in piazza, diversi cittadini, dirigenti politici, lo stesso figlio di De Martino, il senatore Guido, erano lì per ricordare. In piazza a manifestare la loro contrarietà a quanto accaduto, c'erano anche l'onorevole Andrea Geremicca amico e collaboratore di De Martino e direttore della rivista di Europa e Mezzogiorno, Antonio Cimmino dirigente dello Sdi, i segretari regionale e provinciale dei Ds, Enzo Ammendola e Massimo Paolucci, i consiglieri regionali diessini Michele Caiazzo e Giuseppe Russo. Francesco Barra del direttivo regionale dei Ds, i consiglieri comunali del centrosinistra sommese, Giovanni Squame ex presidente del consiglio comunale di Napoli. A volere la manifestazione in piazza sono stati Rifondazione comunista, Democratici di Sinistra, Circolo Agorà, l'Arci, Dl Margherita, Italia dei Valori, La Ginestra, Legambiente, Movimento per la città di S. Anastasia, Partito dei Comunisti italiani, Polis, Repubblicani democratici, Sinistra giovanile, i Socialisti, Socialisti Democratici italiani, Spi, cgil, Udeur, Verdi per la Pace. Gli stessi che hanno firmato insieme un documento che accusa il gesto di Allocca e allo stesso tempo ricorda il senatore scomparso. “Francesco De Martino era stimato studioso e docente di Diritto romano”, scrivono, “eletto per molte legislature deputato e senatore, vice presidente del Consiglio dei Ministri, nominato senatore a vita per alti meriti culturali e sociali dal presidente della Repubblica, onorato in vita e in morte dai capi politici più prestigiosi e da capi di Stato, costruttore della nostra repubblica. A quest'uomo, cittadino sommese, che onorando l'Italia ha glorificato la sua città, il sindaco e la giunta municipale con misero pretesto amministrativo, attuando un'intenzione da tempo manifestata anche dagli ambienti più restrittivi della sua maggioranza, ispirata da becero e rozzo pregiudizio ideologico, hanno sottratto l'intitolazione della piazza principale della nostra città. Contro una siffatta gravissima decisione, che espone la nostra comunità al ridicolo ed allo spregio della Nazione, tutte le persone che amano la propria città e che al di là delle appartenenze politiche stimano in Francesco De Martino l'uomo che per cultura, per probità cuciva, per impegno sociale ha dato lustro a Somma Vesuviana, sono chiamata ad esprimere convenientemente il loro sdegnato dissenso partecipando alle prossime manifestazione che saranno indette”. Per protestare è già stato costituito un comitato che non si fermerà all'iniziativa di stamane, ma prevede altri incontri per commemorare il quarto anniversario della morte di De Martino. Capitato (altra gaffe per Allocca) proprio ieri, De Martino ci lasciava, infatti, il 18 novembre 2002. Togliere la targa che gli intestava la piazza è un gesto che ha fatto indignare non soltanto i sommesi, e non soltanto la Sinistra, quando è accaduto a Somma Vesuviana e diventato oggetto di discussione e dure critiche sui maggiori quotidiani campani e in diverse sedi di partito.
Gabriella Bellini
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