POLITICA & PARENTI: UN PATTO DI SANGUE

 

Luciano Esposito, neo responsabile dei vigili urbani di Somma Vesuviana (ha il buon gusto di non firmarsi come “comandante”, non avendo mai indossato una divisa), è solo l’ultimo dei parenti assunti: è cognato del capogruppo di An, Giuseppe Nocerino.  Prima di lui ci sono stati i due nipoti del sindaco inseriti nello staff della segreteria (che tante polemiche hanno sollevato), e dell’assessore Anna Carella, altra nipote del consigliere di An, Crescenzo De Falco. Il familismo in politica non è una novità, ci sono illustri esempi che precedono i nostri (basti pensare al fratello del ministro Pecoraro Scanio o alla compagna di Bassolino, Anna Maria Carloni, entrambi al Senato). Ma non per questo uno finisce di sorprendersi (è un eufemismo). Viviamo in questo territorio e, quindi, valutiamo il potere più prossimo, più vicino a noi,  come quello dell’amministrazione comunale. E’ probabile, anzi siamo sicuri, che nei tre casi in questione, si tratti di persone eccellenti e competenti. Così come è certo che siano nomine che sul piano formale sono corrette, e legittimate dalla legge Bassanini. Epperò l’etica e la morale, che in politica sono valori, hanno il sopravvento rispetto alle formalità. La sostanza è quella: avrebbero ricevuto incarichi Luciano Esposito, Anna Carrella, i nipoti del sindaco, se non fossero stati parenti di? Evidentemente no. Eppure è successo. Come se fosse la cosa più normale, ed infatti nessuno si scandalizza più. Siamo passati dal tizio o caio legati a quel partito (iscritto o simpatizzante),  che va sotto il nome di partitocrazia o più volgarmente spartizione, alla parentela più stretta, ai legami di sangue, al prima la famiglia , poi gli amici, ed infine, ma solo per le briciole, agli amici degli amici.

L’amministrazione Allocca, che vale la pena ricordare che in campagna elettorale si è presentato come il volto nuovo ed in parte moralizzatore della cosa pubblica, è caduta nel luogo comune del “tengo famiglia”,  piazzando parenti nella macchina comunale.

Lo scalpore destato dai due nipoti in segreteria, e al quasi silenzio dell’assessorato al nipote di un consigliere, si è aggiunto (non c’è due senza tre) senza colpo ferire il cognato del capogruppo di An, nientemeno che a capo dei vigili urbani. E, allora, poniamo il caso che in consiglio comunale si debba discutere dell’operato dell’assessore Carrella o del responsabile dei vigili urbani, come si comporteranno i consiglieri De Falco e Nocerino? Prevarrà la politica o la parentela? Per anni si è dibattuto di conflitto di interessi, ma di un conflitto di famiglia non abbiamo ancora sentito parlare.

 

La redazione                      07/12/06

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