Punture di spillo

 L’ASSESSORE RIANNA SE LE CANTA E SE LE SUONA

 

“La responsabilità della Gfg non appartengono a  questa amministrazione,  chi lo dice lo fa con cognizione di causa essendo io l’artefice delle famigerate strisce blu. Non si può parlare del risarcimento danni chiesto dalla società altrimenti è pretestuoso. Il numero degli stalli è superiore a quello che era previsto nel capitolato d’appalto. Capisco che può essere considerato risibile l’abbonamento a 15 euro, ma si tratta di un accordo che la Gfg aveva firmato con l’amministrazione passata, accordo capestro, per tutte queste cose sciagurate io non c’ero e non potevo esserci. Il progetto era nato in un certo modo e poi è diventato tutt’altro, doveva servire a sgombrare il centro dalle auto e invece è diventata un’ulteriore tassa per i cittadini, ditemi voi a che servono le strisce blu in via San Pietro o a via Milano”.

Così parlo al consiglio comunale l’impareggiabile Salvatore Rianna, ex assessore alla viabilità con la giunta D’Avino, ex Margherita, attuale consigliere della lista Cuore del sindaco Alloca, che riesce persino a dissociarsi da se stesso. Con capriole verbali ed equilibrismi da circense snocciola concetti che fanno rabbrividire. Verrebbe da chiedersi ma lui dov’era quando sono state varate le strisce blu, quando è stato bandito l’appalto, quando è stato assegnato alla g.f.g., quando si discuteva di abbonamenti, quando si sono tenuti gli incontri con l’associazione dei commercianti, quando sono state assegnate le aree per le strisce blu, eccetera eccetera.

Zompettando da un partito all’altro, da una maggioranza all’altra, salvo scappare quando la barca incominciava ad affondare, ci viene a dire che lui non c’entra nulla con il disastro del parcheggio a pagamento. E taciamo sul Put, il piano urbano del traffico, con tanto di cd multimediale, di cui si è persa traccia (a proposito quanto è costato in consulenza e realizzazione?).

Ma torniamo alle strisce blu: il dottor Rianna è come quel padre che non riconosce i propri, ed è disposto ad ucciderli pur di salvare la faccia. Che significa “il progetto era nato in un certo modo ed è diventato tutt’altro”? Non è forse lui l’artefice di questo progetto, che ha fortemente voluto e gestito e abbandonato al suo destino. Che genitore ingrato. E poi che c’azzecca la tassa, quando  lo spirito originario di quel provvedimento era largamente condiviso dai cittadini. Ben sapendo, i cittadini, che un po’ vanno in giro, che il parcheggio a pagamento è usato anche in altre città. Ma è nella sua fase di realizzazione che quel progetto è fallito, perché non accompagnato da altri, chiamiamoli, effetti collaterali: maggior controllo dei vigili urbani, una nuova segnaletica, miglioramento della viabilità, ecc. ecc.

All’ex assessore Rianna, inoltre, era già stato fatto notare l’incongruenza di strisce blu in zone da lui citate, o di altre lontane dal centro. Infatti si risponde da solo: “Ditemi voi a che servono le strisce blu in via S. Pietro o in via Milano”. Marzullianamente si fa la domanda e la risposta. Come dire che se la canta e se la suona. Ma lo sanno anche gli scranni su cui siede che quelle aree periferiche servivano ad arrivare ad un numero di stalli sufficienti come previsto dal bando. Ma serve davvero rispondere a simili facezie?  E noi cittadini a farci turlupinare da questo emergente politico locale, che solo per quello che ha pubblicamente detto meriterebbe di essere parcheggiato permanentemente nelle sue strisce blu.

Non era più semplice per il consigliere Rianna cospargersi il capo di cenere, e dire: signori ho sbagliato, chiedo scusa, ma mi darò da fare per risolvere il problema.  Ma forse è troppo difficile pensarlo, figurarsi dirlo.

La redazione                           11/12/06

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