ANCORA UN
INCIDENTE NEL SECONDO TRATTO DI VIA ALDO MORO
Somma Vesuviana – 09/5/2008
- Ancora un incidente nel secondo tratto di Via Aldo Moro. Vittima un’anziana
donna investita da una motocicletta mentre attraversava la strada.
Secondo una
prima ricostruzione, sembra che la donna avesse attraversato la strada per
evitare il cumulo di rifiuti che da giorni invade buona parte della carreggiata,
poi abbia tentato di attraversare di nuovo la strada quando è stata investita.
Non è la
prima volta che accadono cose del genere in quel tratto di strada e non sarà
certo l’ultima, visto che nulla è stato fatto dalle varie amministrazioni che si
sono succedute in questi anni e nulla lascia presagire che verrà fatto qualcosa
in futuro: il rispetto delle regole, la tutela e la sicurezza dei cittadini, non
sono tra le priorità dei cosiddetti politici di Somma Vesuviana.
Gli abitanti
della zona preferiscono ormai spostarsi in macchina anche per percorrere pochi
metri, dato che quei pochi centimetri di marciapiede, laddove ci sono, quando
non sono occupati da automobili in sosta perenne, sono occupati da rifiuti
depositati oltre che dagli abitanti, anche e soprattutto dagli esercizi
commerciali della zona e da chiunque si trovi a percorrere quel tratto di strada
che pur essendo in pieno centro cittadino è completamente abbandonato a se
stesso.
Come già più
volte ribadito attraverso queste pagine in passato, dove non c’è controllo
prevale l’inciviltà. E di controlli a Somma non ce ne sono a nessun livello.
Infatti, ogni
giorno si possono ammirare sacchetti di rifiuti che le Signore di Somma
abbandonano sul marciapiede, dopo aver fatto la spesa nel supermercato, o dopo
aver accompagnato i figli a scuola, così come si possono ammirare i sacchetti
azzurrini depositati dal vicino bar, così come sono decine gli scatoloni
ammassati tra i rifiuti, con buona pace della raccolta differenziata.
Una sola cosa
è certa: gli abitanti del secondo tratto di Via Aldo Moro sono stufi ed alcuni
di loro si stanno già organizzando per rivolgersi direttamente all’Autorità
competente per far valere nelle aule giudiziarie i loro diritti più elementari,
quelli che le istituzioni locali non sono in grado di tutelare.
rdc