Mita, le bugie di Nocerino per un posto nel Cda

 

Pellegrino replica alle accuse del capogruppo di An

 

 

 

SOMMA VESUVIANA – Liberare un posto nel Consiglio d’amministrazione della Mita val bene una bugia. Deve averlo pensato il capogruppo di Alleanza nazionale, Giuseppe Nocerino, che aveva chiesto al sindaco ragioni della presenza nel Cda di Gaetano Pellegrino (nipote dell’ex primo cittadino, Vincenzo D’Avino). Nocerino si era fatto forte della sua richiesta, presentata in consiglio comunale, perché si chiedeva (in riferimento alla nomina di Pellegrino) “se sia opportuno procedere alla sollecitazione presso la Mita affinché apra le porte a questo consiglio comunale di delegati che possano riferire e relazionare su temi strategici quali, bilanci, controllo di gestione, che altrimenti non posso essere valutati”.

Una versione completamente smentita dal diretto interessato. “Non è esatto dire che da parte mia non c’è stato alcun ragguaglio al Comune”, spiega Pellegrino, “Ho presentato in municipio un resoconto dettagliato il 15 settembre 2006, ho consegnato una copia del bilancio esercizio 2005, la relazione gestione esercizio 2005, la relazione del collegio dei sindaci bilancio 2005, il piano industriale, una relazione sulla mia attività come componente del Cda dall’ottobre del 2005 al settembre 2006. Più volte mi sono incontrato con lo stesso consigliere Nocerino per questioni che riguardavano le attività della Mita soprattutto il servizio di raccolta dei rifiuti”. Quindi non è vero che con la presenza di Pellegrino nel Cda il Comune non aveva nessuna notizia riguardo i bilanci della società, probabilmente l’intento del capogruppo di An era di convincere il sindaco, Ferdinando Allocca a sostituire il nipote di D’Avino con un’altra persona, ma il primo cittadino quando si tratta di nipoti ha il cuore tenero.

Ipotesi a parte, c’è un altro aspetto dell’interrogazione di Nocerino che Pellegrino chiarisce.

“Vorrei sapere”, scrive l’esponente finiano nella sua interpellanza, “se il dottor Pellegrino nominato dal precedente sindaco occupa ancora tale ruolo per volontà politica del sindaco attuale oppure no”. “Non sono stato nominato dal sindaco”, aggiunge Pellegrino, “ma dall’assemblea dei soci su indicazione del Comune di Somma Vesuviana”. Somma è uno dei soci della Mita, ma la maggioranza del 51% nella società appartiene alla città di San Giorgio a Cremano.

“Sono nel Cda per volontà dei soci ed il mandato dura tre anni e sono stato rinominato a luglio 2006”, continua Pellegrino, “c’è anche un’altra voce favolistica che voglio mettere a tacere e riguarda il mio compenso. Io percepisco, e si può verificare dai verbali dell’assemblea dei soci, 150 euro lordi per ogni riunione del Cda, basta vedere quante ne abbiamo fatte e comunque di solito ci riuniamo una volta al mese. Si tratta comunque di una società che ha 430 dipendenti, gestisce 11 Comuni, per un territorio con 300mila abitanti quindi facile immaginare le responsabilità che non sono certo paragonabili al compenso, ma ritengo che sia giusto così com’è. È corretto che sia così esiguo, si tratta di una società a capitale pubblico e non possono esserci speculazioni sui gettoni di presenza”.

 

 

Gabriella Bellini                                                           11/12/2006

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