Mita, Nocerino (An) contesta l’attuale gestione della società

 

“Creiamo l’assemblea di coordinamento comunale e acquistiamo il 25% delle azioni”

 

 

SOMMA VESUVIANA  - “La Mita non opera in una condizione di legittimità”. Deciso il capogruppo di An, Giuseppe Nocerino, che contesta alla società che si occupa della raccolta dei rifiuti di non essersi adeguata alle recenti normative. “Le nuove leggi”, spiega Nocerino, “ci permettono di avere un maggiore controllo sull’operato di società come la Mita, ma nel nostro caso non avviene. Non è stata creata l’assemblea di coordinamento comunale che permetterebbe a tutte le città, che hanno delle quote societarie, di avere pari diritto di decisione e di controllo”. La gestione del servizio viene affidata alla Mita, senza alcuna gara d’appalto, perché viene utilizzato il cosìdetto affidamento in “house providing”. Un metodo che può essere applicato perché si tratta di una società a capitale interamente pubblico. Ma per poter usufruire di questo particolare tipo di affidamento la società in questione deve rispondere a tre requisiti, il primo, appunto essere a totale capitale pubblico, realizzare la parte più importante della propria attività con gli enti pubblici che la controllano e terzo su di essa il Comune deve poter attuare “un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi”. E da questo ultimo punto che Nocerino muove le sue critiche all’attuale gestione della Mita. “Ad oggi questo organo di controllo non esiste, i soci contano in base alle quote societarie che hanno”, spiega, “ed il nostro Comune è sceso dal 12.5% ad appena l’8% perché? Se il servizio non funziona, la spazzatura non viene raccolta, non siamo in grado di dare una spiegazione ai cittadini perché non abbiamo la possibilità oggettività di controllare l’operato della società che gestisce il servizio come se lo facessimo noi direttamente, ma questo cozza con quanto espresso nella legge. Quest’anno abbiamo sforato il Patto di stabilità proprio a causa della gestione dei rifiuti e non sappiamo neppure le ragioni di certi aumenti”. Per l’esponente di An, dunque, l’interrogazione presentata in consiglio comunale nasceva da queste perplessità, e anche i dubbi riguardanti la posizione di Gaetano Pellegrino nel Cda della Mita non erano stati sollevati per ottenere un cambio nel consiglio d’amministrazione, ma per andare oltre. “E’ così”, continua, “al momento avere un posto nel Cda per il Comune di Somma non significa niente, non possiamo avere il potere di controllo che la legge ci permette. Per avere pieno controllo dobbiamo adeguare lo statuto, come ci è stato chiesto anche dal sindaco di Acerra Espedito Marletta, e creare un’assemblea di coordinamento intercomunale costituita dai legali rappresentanti di ciascun ente che ha maggiori poteri dell’attuale sistema dell’assemblea dei soci. Ma c’è di più, per poter contare di più dobbiamo avere anche maggiori quote a questo punto ritengo necessaria l’acquisizione del 25% delle azioni”.

 

 

Gabriella Bellini                                                              13/12/2006

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